Premio Andersen 2011: Finalisti Miglior libro 0-6

Ecco i finalisti del premio Andersen 2011 per la sezione “Miglior Libro 0/6 anni”

copertina "OH, OH"

Sophie Fatus, Oh oh,Trieste, Emme Edizioni, 2011, pp. 24, euro 10.

“…” Con Oh oh passo a Sophie Fatus. Qui ritrovo, in massimo grado, la sua inimitabile freschezza. Un’opera briosa e vivissima dove il mutamento continuo dei protagonisti e delle forme dona al tutto un ritmo brillante e intenso, all’insegna del sorriso. Mi incanta in Sophie un’eleganza direi naturale
portata ad esiti altissimi di sintesi.
(walter fochesato – ANDERSEN marzo 2011)
Olga Lecaye, Dottor Lupo, Milano, Babalibri, 2010, pp. 36, euro 14,00

“…” Qui c’è un coniglietto che non sta troppo bene e allora la mamma, trepida, lo porta di medico in medico (il Dottor Talpa, il Dottor Cane e, ancora, l’Uccellino, il Gatto, il Pesce). Ognuno di loro propone però cure scombiccherate o, ancor meglio, non riesce a uscire dal proprio territorio, dalle proprie abitudini: non si può proporre ad un roditore di nuotare sott’acqua o di mangiare paté di topo. Ormai annotta, quando spunta un gufo a dire che un altro medico, bravo  e affidabile c’è ed è il Dottor Lupo. Il quale si presenta subito: alto, intabarrato, inquietante. La madre si spaventa, ma il piccolino si fida e lo segue. E in questo caso fidarsi è bene ed anche meglio. Dopotutto si trattava soltanto di una banale indigestione. Il segno intenso della Lacaye, con i
suoi forti contrasti di lume e la stesura espressionistica della tavola, danno vita ad una narrazione ricca di pathos, di attese e di calore.
(walter fochesato – ANDERSEN novembre 2010)

copertina "Il Ladro di Polli"

Béatrice Rodriguez, Il ladro di polli, Milano,Terre di Mezzo, 2011, pp. 28, euro 7,50

In queste piccole e gustosissime storie senza parole, originariamente uscite per Autrement, tutto muove sull’inatteso, eppure intimamente auspicabile.
Il ladro di polli, di Béatrice Rodriguez, è altrettanto lieve e anche molto divertente.
Qui “…” c’è la rapida fuga, a larghe falcate, della volpe che ha appena rapito una gallina dal pollaio (in realtà una casetta-comunità autogestita dagli animali). Rapitore e rapita scappano per foreste, monti e mare inseguiti da un orso, un coniglio e un gallo. Quando finalmente il terzetto fa irruzione nell’ultimo rifugio del fuggitivo volpone lo trovano a discorrere con la presunta vittima, con tanto di tisana sorseggiata davanti al camino. Sindrome di Stoccolma o vero amore? Fatto sta che tutto si risolve in allegria,
solo il gallo terrà un po’ di broncio. Inutile dire che la riuscita felice della narrazione di albi di questo tipo sta proprio nella sorpresa. Sostenuta,
però, dalla capacità di procedere narrativamente con linearità e intensità per tutto il dipanarsi delle vicende e delle tavole. I libri senza parole sono riusciti quando le parole non si rimpiangono. Nessun rimpianto, molti sorrisi.
(anselmo roveda – ANDERSEN aprile 2011)

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