Le confessioni di un autore

In questi giorni, ho ricevuto diverse segnalazioni del fatto che “Ero Cattivo” di Antonio Ferrara, è identico al film “Le mele di Adamo”. Di ieri è il post di Davide che dice “Antonio Ferrara ha copiato il suo libro ero cattivo dal film danese Le mele di Adamo diteglielo pure quando viene!!”

Così ho deciso di chiedere all’autore spiegazioni, ecco la sua risposta (indirizzata a Davide, che dovrebbe già averla letta sul suo pc), che Antonio (Nino) Ferrara mi ha permesso di pubblicare integralmente.

Buona Lettura!

Grazie a Davide e a tutti quelli che me l’hanno detto e grazie a Nino per la sua pronta risposta.

Carissimo Davide,

innanzitutto complimenti per la passione cinefila: Le mele di Adamo è un gran bel film del regista danese Thomas Jensen, un film di cui parlo in continuazione ai miei amici, come pure de Il cielo sopra Berlino, di Wim Wenders, da cui pure ho preso ampiamente spunto nello stesso libro.

L’idea che il prete disegna e ritrae i suoi ragazzi come fossero già adulti, invece (la vera idea forte del libro, secondo me, che nel film certo non c’è), mi è stata regalata (e per questo lo ringrazio alla fine del libro), durante una fino a quel momento stanca conversazione, da un mio amico centralinista, Gianni Magni, la cui mamma ha un ristorante a Novara nel quale, molti anni fa, entrò un signore che dopo pranzo si mise a disegnare su una tovaglietta di carta il ritratto di sua sorellina (la sorellina del centralinista, voglio dire), solo che la disegnò come fosse già una donna adulta. E poi si scoprì che quel signore si chiamava Carlo Levi, pittore e scrittore famoso. E adesso che è diventata adulta, quella bambina somiglia a quel ritratto come a una foto. E questo episodio, appena l’ho sentito, mi ha fatto venire la pelle d’oca e mi è subito sembrato degno di finire in un romanzo.

L’idea di torturare le lucertole, invece, l’ho rubata alla mia infanzia a Napoli, durante la quale le lucertole erano per tanti miei compagni le prede preferite.

L’ambientazione del romanzo in una comunità alloggio e anche una parte della trama è rubata al film Le mele di Adamo (che mi ha subito intensamente ricordato la mia vecchia professione) ma anche e soprattutto al mio lavoro di sette anni in una comunità alloggio per minori, tutti “cattivi”.

Il gioco di parole di pag. 168, quello sul quando e sul se, che tanto è piaciuto ad Alice (grazie, Alice, troppo buona!), l’ho rubato a un manuale di autostima curato dallo psicologo MarcoVinicio Masoni (lo trovi su  www.autostima.net ).

Il cane Selvaggio e la metafora di autoeducazione che rappresenta me lo sono immaginato una mattina alle 7 e 35 mentre passavo davanti alla questura di Novara per andare in ufficio.

La fantasia di Mara secondo cui la sua anima sarebbe finita in fondo al pozzo l’ho arraffata nel film Lo spirito dell’alveare, di Victor Erice, uno spagnolo bravissimo che ti consiglio assolutamente.

E tante altra chicche mi hanno cercato mentre scrivevo, Davide, e sono finite nella mia storia, che alla fine non è più nessuna di queste singole cose, ma una cosa nuova.

Quando scrivi ti trovi in uno stato di grazia, Davide, e sembra che tutte le cose che vedi, che leggi e che ascolti siano fatte apposta per finire nel tuo libro. Gli scrittori saccheggiano, Davide. Rubano qua e là, poichè niente nasce da niente. Per scrivere bisogna leggere buoni libri, vedere bei film, andare ai concerti, visitare le mostre, andare a teatro. Proprio come a quanto pare fai tu.

Grazie per la vivace provocazione.

Antonio (Nino) Ferrara

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5 pensieri su “Le confessioni di un autore

  1. Grazie a te, Alice, per il costante e attento lavoro di “controinformazione” e di alimentazione del dibattito!

    Un abbraccio!

    Nino

  2. Caro Nino, ho visto il film su citato e continuo a pensare tutto il bene possibile di Ero Cattivo, libro che non perdo occasione di segnalare ai miei amici. Il tuo libro e’ un libro che aiuta noi educatori a riflettere su come ci poniamo nei confronti degli altri. E’ un libro di grande speranza. Grazie!
    Laura

  3. Nel corso degli anni più recenti ho tenuto diversi laboratori didattici di scrittura presso molte scuole in Italia ed anche all’estero; ho assunto un costume, appena entro nelle classi avviso insegnanti e bambini e ragazzi che io sono lì per “rubare”.
    Rubo sguardi, suggestioni, idee, intere frasi, parole, situazioni e spessissimo uso tutto questo nei miei racconti che riporto poi nei laboratori successivi.
    Nino Ferrara, che è più bravo e vaccinato di me, fa le stesse operazioni di saccheggio e rielaborazione con tutta la sua vita ed in tutti i suoi rapporti con la società che lo circonda, e cosa dovrebbe fare di diverso?
    potrebbe fare molte cose di certo, ma non sarebbe più un bravo scrittore, un narratore vero, sarebbe altro e di altri sono fin troppo pieni gli scaffali delle librerie.

  4. Oltre a “Ero Cattivo”,ho letto anche altri lavori di Antonio Ferrara e ritengo abbia uno stile suo proprio di trattare e trasmettere emozioni con leggerezza e ironia, da rendere piacevole la compagnia di un suo testo.
    Quanto all’ispirazione, ritengo che nessun autore possa vantare di essere originale in assoluto. E’ già tutto scritto nella storia dell’essere umano: amore, gioia, dolore, eventi legati ad ogni fase della vita.
    Credo che ogni espressione artistica nasca da contaminazioni, spunti, “furti di idee”, che una volta rielaborati dall’autore danno vita a nuove creazioni.

  5. Nel libro ci sono scene identiche al film…identiche….e non sono l’unico ad aver notato simili copia e incolla, le scuse dell’autore sono ridicole….domani faccio un bel romanzo e lo chiamo “Guerre Stellari” ma per favore!! Il bello è che un simile libro ha vinto il premio Andersen, questo significa che anche gli addetti ai lavori non ci capiscono molto oppure pensano che è di questo quello di cui hanno bisogno i lettori e i nostri ragazzi….ovvero di plagi mal fatti!!

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