Emozioni tra le righe – parte 1

Parliamo di Emozioni.

Per prima cosa dobbiamo capire cosa intendiamo per Libri a tema Emozioni: Libri che parlano di Emozioni, e si concentrano su una in particolare) o libri che attraverso le loro immagini e le loro storie ci emozionano.

E cosa significa leggere di Emozioni con i Bambini?

Personalmente, e anche il resto del gruppo è unanime, parlare di Emozioni nei libri significa parlare di libri che ci trasmettono emozioni, non libri educativi che ci raccontino le emozioni.

Abbiamo quindi diviso il gruppo di lavoro in 3 momenti: Albi, Libri di Narrativa, Un autore che parla per emozioni…

Ma prima di entrare nello specifico dei libri individuati e svelarvi chi è l’autore che parla per Emozioni, un po’ di riflessioni sulle Emozioni nei bambini e sull’Alfabetizzazione alle Emozioni.

Ultimamente vanno molto di moda i libri a tema (sui libri a tema, torneremo un’altra volta, promesso!), i clienti e gli utenti delle biblioteche chiedono spesso libri per affrontare un momento particolare di un bambino, di solito Rabbia, Gelosia e Paura; ma siamo veramente sicuri che un libro a tema possa aiutare in un momento delicato come questo?

Prendiamo un bambino che sia arrabbiato… Per prima cosa sarebbe da capire perché è arrabbiato… e riconoscere che spesso è più che legittimo che sia arrabbiato.

Per cui perché voler a tutti i costi obbligarlo a soffocare questo sentimento? L’adulto ha il compito di aiutare il bambino a capire le sfaccettature della Rabbia, che uno potrebbe essere solo infastidito o al contrario Furibondo,…

Inoltre se una persona (adulta) è arrabbiata le regaleremo mai un libro che parla della Rabbia? Io di sicuro no! Se lo facessi mi aspetterei che l’altra persona nella migliore delle ipotesi lo mettesse educatamente da parte, nella peggiore probabilmente “me lo tirerebbe dietro”.

Sarebbe meglio lavorare su tutto lo spettro delle emozioni, aiutando il bambino (e aiutando noi adulti) a riconoscere che le emozioni non sono così nette e che spesso dietro una se ne celano diverse altre, continuando l’esempio della Rabbia, una persona può essere arrabbiata perché Triste, Frustrata, Ferita, Gelosa, ha Paura, è Confusa,…

E leggere libri sulle emozioni non nel momento specifico. Se avremmo lavorato bene prima, il bambino arriverà già preparato a riconoscere le emozioni e noi con loro e probabilmente non saranno così devastanti, sapranno che si supera, e sarà lo stesso bambino a scegliere il libro che più gli serve  in quel momento (e spesso sarà quello che meno ci aspettiamo)

Un esempio su tutti, mio figlio quando aveva circa 2 anni e mezzo, e non parlava ancora bene, una sera ha preso a pugni la pagina di una libro mentre ne stavamo ascoltando le canzoni. Il Libro era Melacanti di Chiara Carminati, e la filastrocca era Sorriso di Banana. Una canzone che non ha nessun riferimento alla rabbia né nel testo né nella musica, che anzi è una musica sudamericana molto rilassante e ritmata… Ci ho messo un po’ a capire (perché non aveva mai avuto comportamenti così), poi ho osservato bene la pagina…

Melacanti, C. Carminati, Panini
Melacanti, C. Carminati, Panini

E ho visto l’illustrazione. Lui picchiava il libro perché gli ricordava il Papà, che d’estate appende l’amaca in giardino, e in quel periodo era via per lavoro…

Un libro sulla Rabbia come “Che Rabbia, M. D’Allancé, Bababalibri” in quel momento non sarebbe servito a niente e probabilmente lui non ci si sarebbe riconosciuto….

2 pensieri su “Emozioni tra le righe – parte 1

  1. Permettetemi di condividere questo post nei miei canali social. È bellissimo, semplice ed esplicativo. Sapete che io ho cominciato scrivendo fiabe ai miei bambini, ogni tanto provo a chiedere di pubblicarle ma poi mi tiro indietro, c’è qualcosa che non capisco ma che mi frena. Poi seguendo Alessandra di Roma ho cominciato a capire: le mie storie piacciono, sono semplici e divertono i bambini ma non raggiungono lo scopo che io vorrei perché al di là del piacere e del divertimento non emozionano, ma parlano di emozioni e fare il passaggio non è affatto semplice. Così mi sono messa a lavorare e sto ancora lavorando e chissà quanto lavorerò … in ogni caso miglioro. Volevo inoltre confermare che nel momento in cui il maestro di Tommaso (3 anni) mi ha chiamato chiedendo se il bambino era rabbioso perché affermava se stesso o perché succedeva qualcosa in casa, ho letto lui la Che Rabbia … “mamma questo libro non mi piace, non lo voglio più leggere”. Né lui, né sua sorella di 5 anni.
    Lui si è calmato ma credo che a calmarlo sia stata la mia rigidità nei confronti di alcune regole. Il libro forse lo ha spaventato un po’, chissà? Comunque ora i miei figli al mio “punto e basta”, rispondo facciamo “punto e virgola mamma?”

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